Il culto dei caduti

Ad memoriam

milite4La sacralizzazione dei caduti, il culto del Milite Ignoto, la costruzione di sacrari, parchi, monumenti, lapidi commemorative fu una delle forme attuate appena dopo il conflitto per demonizzare le conseguenze della guerra, il dolore, la perdita.
Il Messaggero di Roma così descriveva, il 4 novembre 1921, le madri che piangevano nel Milite Ignoto i loro figli mai tornati: “Povere mamme sublimate dal dolore e dal sacrificio! Sono giunte da lontano e sono stanche. Sul loro viso disfatto e solcato dalle lacrime si legge una devozione infinita, un amore religiosamente materno per l’Ignoto soldato che come i loro cari ha dato la sua giovanile e ardente esistenza per il bene supremo della madre comune”
Nessuno voleva dimenticare quanto era successo, sia chi l’aveva promosso così come chi lo aveva maledetto.

 

milite2Il patrimonio materiale fatto di monumenti, cippi, lapidi, parchi delle Rimembranze oltre che le testimonianze sui luoghi che allora furono teatro delle azioni belliche rappresentò uno degli aspetti caratterizzanti il dopoguerra. L’albero piantato dagli scolari in ricordo dei caduti, lungo i viali e nei parchi delle Rimembranze, aveva un chiaro significato vivificante, legando per sempre al suo paese il soldato che non vi era più tornato.

 

milite3Ma la memoria di chi aveva sacrificato la vita era già forte nei compagni di quella drammatica avventura e durante il conflitto molti soldati edificarono piccoli e rudimentali altari, cippi, tombe lungo le trincee e sopra le vette, ancora oggi visibili come musei del ricordo a cielo aperto. 

 

 

immagine-per-pannello

Non dimenticate
Vi chiedo solo una cosa: se sopravvivete a
quest’epoca non dimenticate. Non dimenticate
né i buoni né i cattivi. Raccogliete con pazienza
le testimonianze di quanti sono caduti per loro
e per voi. Un bel giorno, oggi sarà il passato,
e si parlerà di una grande epoca e degli eroi
anonimi che hanno creato la storia.
Vorrei che tutti sapessero che non esistono
Eroi anonimi. Erano persone, con nome, volto,
desideri e speranze, e il dolore dell’ultimo
fra gli ultimi non era meno grande di quello
del primo il cui nome resterà- Vorrei che tutti
costoro vi fossero sempre vicini come persone
che avete conosciuto, come membri
della vostra famiglia, come voi stessi…

Julius Fučik, scrittore antifascista ceco

 

dida-25Non sei che una croce, nessuno forse sa più perché sei sepolto lassù,

nel camposanto sperduto, sull’Alpe soldato caduto…

il sole, la pioggia, l’oblio t’ha tolto anche un nome d’un fronte,

non sei che una croce sul monte che dura nei turbinie tace custode di gloria e di pace.

Roberto Perseni