Guerra in montagna

Asiago, nel cuore della montagna veneta

giugno_8414Asiago, capoluogo dell’Altipiano dei Sette Comuni, allo scoppiare della guerra divenne un centro di grande importanza logistica per l’esercito italiano; più volte bombardato dagli aerei nemici, il 15 maggio 1916, iniziata la grande offensiva austroungarica, la Strafexpedition,  fu colpito anche da proiettili di grosso calibro, che decretarono la sua distruzione. Ridotto a macerie, fu sgomberato dagli italiani, rimanendo sino alla fine della guerra fra le opposte linee. L’altipiano è stato uno degli scenari più cruenti della guerra: i monti furono un unico campo di battaglia per tre lunghi anni.

giugno_8410Partita da Genova, la Brigata Salerno, composta dai reggimenti 89 e 90, si portava dall’inizio delle ostilità sul Monte Nero e poi sul Mrzli, subendo ingenti perdite; vi rimase sino ad ottobre combattendo senza successo contro il tristemente famoso “Trincerone” del Mrzli ove si svolse la IIIa  Battaglia dell’Isonzo nell’ottobre 1915: si trattava di una trincea blindata creata dagli austriaci a tre quarti del monte, che abbracciava gran parte della montagna, difesa da reticolati, mitragliatrici in caverna e batterie.

giugno_8452Negli ultimi mesi del 1915 gli uomini della brigata riuscirono a conquistarlo ma gli insistenti contrattacchi austriaci ne impedirono il mantenimento, costringendoli a fissare le posizioni a pochi metri di distanza dalle trincee austriache. Nei primi giorni del marzo 1916 la Salerno veniva trasferita sull’Altipiano di Asiago, nel settore Osteria del Termine – Vezzena. Investita dall’offensiva nemica in quel settore, era costretta a spostarsi sulla linea di difesa Monte Interrotto – Monte Rasta – Camporovere, ove il Cavallotti perse la vita.

mitragliere-gardnerSull’Altipiano di Asiago morì nel 1917 anche Fermi, facente parte di un reparto partito per il fronte nel 1916 e armato con mitragliatrici modello F.I.A.T. 1914, l’arma automatica più usata durante il conflitto, proprio per la caratteristica di essere una guerra di posizione. I primi esemplari di quest’arma, inventata nel 1908, vennero costruiti presso gli stabilimenti F.I.A.T. di Torino da cui presero il nome.

Di tutti i momenti della guerra, quello precedente l’assalto era il più terribile. “Pronti per l’assalto!” ripeté ancora il capitano. L’assalto! Dove si andava? Si abbandonavano i ripari e si usciva. Dove? Le mitragliatrici, tutte, sdraiate sul ventre imbottito di cartucce, ci aspettavano. Chi non ha conosciuto quegli istanti, non ha conosciuto la guerra.
Emilio Lussu

I Giovani di trezzano

CAVALLOTTI Enrico di Gaetano

soldato 89° Reggimento Fanteria
nato il 1 agosto 1894 a Trezzano Sul Naviglio
morto il 20 maggio 1916 sull’Altopiano d’Asiago per ferite riportate in combattimento

FERMI Francesco di Giovanni

soldato della 212a Compagnia Mitragliatrici Fiat
nato il 22 agosto 1888 a Trezzano Sul Naviglio
morto l’11 aprile 1917 sull’Altopiano d’Asiago per ferite riportate in combattimento avanzata-x-vittoria1