Guerra in montagna

L’Avanzata italiana sulle Giudicarie

maggio_7896Le Giudicarie sono una zona del Trentino comprendente le valli del fiume Sarca e Chiese: il tragico passato bellico è oggi rintracciabile attraverso molte testimonianze sul territorio. Ma quali furono le vicende che videro coinvolti in questa valle alcuni soldati partiti da Trezzano? Il 24 maggio 1915 i reparti italiani occuparono prima Passo Caffaro e il monte Calva, poi tutti i passi del confine politico fra il monte Cap e Carnone. Data la debole resistenza della truppe austroungariche, il I° giugno gli italiani riuscirono ad impadronirsi dei paesi di Storo e Condino, dando inizio a forti scontri di pattuglie. Il monte Avasek e cima Pissola, punti strategici per gli italiani, vengono occupati cosi da impedire agli avversari ogni attacchi n Val Giudicarie e la possibile presa di Brescia. Nel mese di ottobre del 1915 l’occupazione italiana si spinse in Val d’Ampola e Val di Ledro, affacciandosi al lago di Garda; pochi giorni dopo, il 18 ottobre, il 78° Reggimento di Fanteria Fanteria (Brigata “Toscana”) e il 61° Reggimento Fanteria (Brigata “Sicilia”) presero il monte Melino e il monte Palone, dando alle truppe italiane l’intero dominio del solco Daone – Ampola – Ledro.

 

maggio_7905Gli alpini del Battaglione “Vestone” il 22 ottobre s’impadronirono del monte Nodic occupando i paesi di Tiarno, Pieve di Ledro, Molina e Bezzecca, tutti luoghi che rievocarono le storiche gesta risorgimentali dei Garibaldini. La Brigata “Sicilia” – a dicembre del 1915 – occupava il monte Vies a nord di Bezzecca e alcune alture che rettificarono le trincee di prima linea, rendendole inespugnabili agli attacchi avversari. Fino al 1918 furono molti gli scontri di pattuglie con perdite ingenti di vite umane da entrambi le parti, senza però cambiare la situazione generale e strategica di questa parte di fronte

La Brigata Roma, composta dai reggimenti di fanteria 79° e 80°, si trovava, all’inizio delle ostilità, in zona d’operazioni nel settore Pasubio – Zugna Torta. Il 79° Reggimento si spostava per un breve periodo sull’Altopiano di Folgaria, mentre l’80° Reggimento sul Col Santo e in Vallarsa; i reggimenti provvidero poi alla sistemazione invernale, in condizioni sempre molto difficili.

maggio_7911Ai primi di gennaio del 1916 la brigata si trovava ancora in Vallarsa e nell’Astico, per spostarsi poi il 23 del mese al Pian delle Fugazze. Rimase in zona nei mesi successivi sino al trasferimento, il 20 giugno, ai Sogli di Campiglia – Colle di Xomo, nel settore Pasubio. Brillanti operazioni tendenti all’occupazione di Monte Majo videro impegnati i soldati di brigata alla fine del mese, mentre ad ottobre operarono contro il Monte Rojte per la conquista della trincea del “Panettone” a nord-ovest del Pasubio. Rimasta ancora sul Rojte fino a maggio del 1917, venne trasferita sull’Altopiano della Bainsizza, sul fronte isontino, e poi nell’Alto Isonzo. Sarà con Caporetto che la brigata subirà moltissime perdite tanto da rendere necessario un suo spostamento a Piacenza per riordinarla. Inviata in Valcamonica nei primi giorni del 1918, si sposterà a giugno sul Piave e da luglio a fine ottobre sul Monte Melino nelle Giudicarie, ove parteciperà ad azioni offensive in quel settore. E’ qui che cadde il giovane Cardani. La brigata tornerà successivamente sul Grappa, sfondando le linee nemiche fino all’Armistizio.

I Giovani di Trezzano

CARDANI Giuseppe di Santino

soldato 79° Reggimento Fanteria
nato il 15 luglio 1898 a Trezzano
morto il 18 agosto 1918 sul Monte Melino per ferite.

CELLARI Paolo di Luigi

soldato 207° Reggimento Fanteria
nato il 25 maggio 1896 a Trezzano
morto il 30 maggio 1916 sul Monte Altissimo per ferite.

MAGNANI Giuseppe di Carlo

soldato 61° Reggimento Fanteria
nato 23 ottobre 1880 a Trezzano
morto il 30 maggio 1916 sul Monte Altissimo per ferite.

avanzata-x-vittoria1