Il culto dei caduti

Il restauro della lapide

La-lapide-dei-caduti-prima-dell'intervento-di-restauroNell’ambito del progetto Custodi del Ricordo la lapide dei caduti è stata oggetto di un intervento conservativo, seguito dalla Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio di Milano ed eseguito dalla Studio di restauro Luigi Parma, volto a salvaguardarne lì integrità e a valorizzare le parti originali.

 

L’intervento di restauro si è svolto con una prima rimozione di depositi incoerenti e coerenti mediante metodologie di tipo chimico quali l'acqua nebulizzata, coadiuvata da impacchi di carbonato di ammonio nel caso di materiale particolarmente compatto e adeso al supporto. L'acqua nebulizzata, per le sue peculiari caratteristiche, permette di sciogliere e rimuovere parte dei depositi superficiali senza risultare aggressiva nei confronti della struttura cristallina delle superfici. La nebulizzazione è stata condotta in maniera calibrata, prestando particolare attenzione a non compromettere oltremodo le parti che già mostravano fenomeni di degrado, quali disgregazione e microfessurazione.

 

Questo primo intervento, nonostante abbia portato discreti risultati, non è stato sufficiente a rimuovere del tutto i segni corruttivi del tempo e dell'inquinamento atmosferico, concentrati in particolare nelle porzioni maggiormente protette da aggetti, quindi non soggette a dilavamento, e nelle modanature. Sono quindi stati effettuati degli impacchi di carbonato di ammonio al 5%, supportato da polpa di carta.

Sono state trattate attraverso questa metodologia tutte le parti in marmo.

 

La-lapide-dei-caduti-dopo-l'intervento-di-restauroUna volta eliminato lo strato più coerente dai manufatti lapidei, abbiamo affrontato il problema delle macchie di verderame causate dalla scultura in bronzo. Per cercare di alleggerirle, sono stati eseguiti impacchi preparando un composto di E.D.T.A. al 5% in acqua demineralizzata utilizzando come supportante la silice micronizzata, stesa a pennello e interponendo un foglio di carta giapponese. L'operazione è stata ripetuta più volte per cercare di ottenere il risultato migliore.

Le ossidazioni della parte bronzea sono state risolte con EDTA al 10% in acqua demineralizzata.

 

Il riempimento delle lacune è stato effettuato con stucco a base di calce e polvere di marmo simile per composizione e granulometria a quella del marmo nel rispetto della superficie e della cromia, infine è stata compiuta una protezione finale con protettivo idrorepellente di cera al Cosmoloid.