Guerra in piano

Monte Grappa per vincere la guerra

grappa-insiemeTrezzano vanta anche un decorato di medaglia d’argento, Alessandro Farina, che qui risiedeva. La motivazione della decorazione aiuta a ricostruire i fatti che lo videro protagonista nell’ultimo periodo di guerra sull’epico Monte Grappa. Da tutti ricordato per essere stato il baluardo, con il fiume Piave, dell’eroica resistenza dopo la disfatta di Caporetto e la successiva rivincita della Battaglia di Vittorio Veneto.

In particolare il Grappa venne già indicato nel 1916 dal generale Cadorna come punto strategico nel caso in cui gli austroungarici avessero sfondato il fronte dell’Isonzo e incominciò a farvi eseguire lavori difensivi, tra i quali la Strada Cadorna che da Romano d’Ezzelino (alle falde del monte) porta a Cima Grappa. Dal 28 ottobre 1917 all’ottobre 1918 si svolsero sulle varie cime del massiccio del Grappa combattimenti epici di eroico sacrificio per entrambi i contendenti.

 

illNella prima fase degli scontri fino al dicembre 1917 anche il Monte Sisemol (una delle tante cime del Grappa) fu teatro di valore per le truppe italiane che già schieravano i Ragazzi del ’99. Esemplificativa di questa prova di coraggio nell’azione è la motivazione con la quale il 6 dicembre 1917 a Farina veniva concessa la medaglia “porta arma mitragliere, sotto violento bombardamento, in terreno scoperto e con non comune bravura, seguiva i continui spostamenti della sua arma. Avuta l’arma colpita resa inservibile si slanciava all’assalto agitando il manicotto troncato”. Il nostro fu colpito nell’azione e morì più tardi anche per i postumi delle ferite riportate.

 

grappa-1Sul Piave invece periva Longoni Giovanni, pochi giorni prima della fine del conflitto.Il Piave è ancora oggi sinonimo della tenacia e del valore dei giovani in grigioverde. Dopo alterne vicende sugli argini del Piave l’Esercito italiano al comando del Generale Diaz riuscì a gettare ponti per raggiungere l’altra sponda e da lì dilagare verso Vittorio Veneto, spaccando in due lo schieramento austroungarico e gettando le basi per l’armistizio. Dal 29 ottobre al 3 novembre 1918 la disfatta nemica fu tale da determinare il 4 novembre la resa e la promulgazione del Bollettino della Vittoria. Longoni non ebbe modo di vivere la fine della guerra, morendo il 30 ottobre.

 

 

 

san-micheleSicure l’Alpi ...

libere le sponde ...

E tacque il Piave: si placaron l’onde ...

Sul patrio suolo,vinti i torvi Imperi,la Pace non trovò né oppressi né stranieri

E.A.Mario (pseudonimo di Giovanni Gaeta), La leggenda del Piave

 

Quanti son morti? Sol le madri lo sanno, e del Grappa lo sa la terra pia. Ma invan l’austriaco, il turco, l’alemanno attaccaron la Cima di Maria. La Vittoria vi fè la prima tappa, poi varcò il Piave e irruppe giù da Grappa

Renato Simoni

I Giovani di Trezzano

FARINA Alessandro

soldato 822a Compagnia Mitraglieri FIAT
nato il 4 febbraio 1897 Vigentino/Milano,
morto il 18 aprile 1920 a Mantova/Zona Cittadella

LONGONI Giovanni

Soldato della 1377a Compagnia Mitraglieri FIAT
nato il 2 agosto 1887 a Baggio/Milano
morto il 30 ottobre 1918 a Salgareda (Basso Piave) per ferite da bombardamento nemico delle truppe d’assalto

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