Guerra in piano

Spunta l’alba, comincia il fuoco sul Monte Nero e l’Isonzo

giugno_8468Sulla sinistra del fiume Isonzo, in terriorio sloveno, si innalza il Monte Nero che con i suoi 2245 metri è la cima più alta della zona che dalla conca di Plezzo, per le successive vette del Monte Rosso, Sleme, Mrzli e Vodil, digrada nella conca di Tolmino.
Il 24 maggio 1915 le truppe italiane, passato il confine e l’Isonzo a Caporetto, risalirono le prime pendici del Monte Nero, espugnando il contrafforte Vrsic – Vrata. La conquista del Monte Nero avrebbe dato maggior sicurezza alle posizioni italiane consentendo le future manovre verso Tolmino. L’attacco, previsto per la notte del 16 giugno 1915, fu ideato dal generale Donato Etna, comandante dei Gruppi alpini A e B della II^ Armata. Gli alpini del Gruppo A- 84a Compagnia del Battaglione Exilles, con il Capitano Vincenzo Arbarello e il Tenente Alberto Picco (Medaglia d’argento, che morì nell’azione), dovevano muovere dal Kozliak e quelli del Gruppo B dal Vrata, affidato alla 35^ Compagnia del Battaglione Susa, con il Capitano Vittorio Arese (Medaglia d’Oro).

giugno_8445Con azione simultanea gli alpini piombarono sulle vedette nemiche e alle ore 4,45 del 16 giugno prendevano il monte. L’azione, avvenuta nelle prime settimane di guerra, suscitò l’attenzione dell’opinione pubblica sulle Truppe Alpine che stavano dando le prime prove di valore nella guerra, costituendo la prima spallata offensiva italiana. I battaglioni Susa ed Exilles ricevettero la Medaglia d’Argento.

Gli uomini, tra cui il soldato Nani, che risulterà disperso, rimasero rintanati per molti mesi su queste vette tra grandissimi patimenti e sotto il tiro avversario sino a quando il 24 ottobre 1917 alle ore 15 gli austroungarici occuparono Caporetto, isolando il Monte Nero e tutta la zona. Il giorno seguente una parte delle truppe italiane riusciva a ripiegare sulla destra dell’Isonzo mentre un’altra parte rimaneva sulle posizioni difendendosi fino al 29 ottobre quando, esaurite munizioni e vettovaglie, si arrendeva ai nemici dopo una disperata resistenza.

maggio_7903Le vicende della Brigata Salerno abbracciano periodi diversi e differenti zone di trincea lungo l’arco montuoso italiano interessato dalle vicende belliche. Il Soldato Angelo Cellari moriva infatti durante i combattimenti dell’ottobre 1915, che videro impegnati gli uomini della Brigata nel tentativo di impadronirsi del “Trincerone” del Mrzli.

La brigata aveva già agito prima di questa azione sul Monte Nero per poi essere trasferita l’anno successivo sull’Altipiano di Asiago, dove avrebbe perso la vita un altro trezzanese, Cavallotti, anch’egli arruolato nella stessa brigata.
Altre azioni invece furono compiute dalla Brigata Palermo della quale facevano parte i reggimenti di fanteria 67° e 68°. Partita da Milano allo scoppio della guerra, raggiungeva la Valtellina e da qui Ponte di Legno sulle montagne bresciane. Il 25 agosto 1915 combatteva al Passo del Tonale, conquistando alcune trincee e a metà ottobre veniva trasferita sul Basso Isonzo per partecipare alle azioni sul Monte San Michele, un rilievo carsico che dominava strategicamente la bassa valle dell’Isonzo: qui perdette 1500 uomini fra i quali 79 ufficiali.

giugno_8448Alla metà del mese di febbraio del 1916 si trasferiva a Tolmino, ora in Slovenia, nell’alto bacino del fiume Isonzo, il punto dal quale partì l’offensiva austroungariza che portò alla disfatta di Caporetto.
Nella zona denominata Roccione-Sbocco Rio Volanza combatté duramente e fu qui che cadde il Caporale Vitali.

Giuseppe Ungaretti – “Sono una creatura” da Il porto sepolto (1916)

VALLONCELLO DI CIMA 4 il 5 agosto 1916 Come questa pietra del S. Michele così fredda così dura così prosciugata così refrattaria così totalmente disanimata come questa pietra è il mio pianto che non si vede. La morte si sconta Vivendo

I Giovani di trezzano

CAVALLOTTI Enrico di Giacomo

soldato 89° Reggimento Fanteria,
nato il 1 agosto 1884 a Trezzano,
morto il 20 maggio 1916

CELLARI Angelo Alfredo di Luigi

soldato 89° Reggimento Fanteria
nato il 25 ottobre 1889 a Trezzano Sul Naviglio
morto il 29 settembre 1915 sul Medio Isonzo per ferite riportate in combattimento

NANI Giuseppe di Battista

soldato del 42° Reggimento Fanteria
nato il 16 giugno 1889 a Trezzano Sul Naviglio
dato per disperso il 20 agosto 1915 in Monte Nero

VITALI Pasquale di Giacinto

caporale 68° Reggimento Fanteria
nato il 5 gennaio 1890 a Trezzano Sul Naviglio
morto il 17 marzo 1916 nel Settore di Tolmino per ferite riportate in combattimento

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