Guerra in piano

Le offensive sul Carso

giugno_8425Regione aspra, posta al confine orientale d’Italia, ora compresa fra i territori di Gorizia e Trieste, il Carso durante la guerra fu la zona più tormentata per i combattimenti, con decine di migliaia di uomini e mezzi utilizzati. Per gli italiani sfondare sul Carso significava, oltre che conquistare Trieste, portarsi nel  cuore dell’Impero austroungarico, sconfiggendolo.
Con le prime quattro battaglie dell’Isonzo, tra luglio e ottobre 1915, si riuscì ad infrangere le linee austriache dal San Michele a Monfalcone. Nel 1916 con la Battaglia di Gorizia (6 – 17 agosto) si costrinse il nemico a ritirarsi oltre il cosiddetto Vallone, una profonda depressione che taglia la zona fra Monfalcone e il lago di Doberdò. Con la successiva offensiva italiana, tra il 14 settembre e il 4 novembre 1916, anche la linea austriaca superiore al Vallone fu conquistata.

DSCF0020Con altre due offensive di maggio e agosto 1917, le truppe italiane raggiunsero Castegnavizza del Carso, Selo e Brestovizza, arrivando fino al monte Hermada, a pochi chilometri da Trieste.
L’azione così ben riuscita fu però vanificata con la rotta di Caporetto dell’ottobre 1917 e le zone conquistate con il sacrificio estremo di migliaia di caduti abbandonate.

La Brigata Pinerolo (13°-14° reggimenti fanteria) all’apertura delle ostilità passava il confine a sud est di Palmanova e ai primi di giugno del 1915 partecipava alle operazioni per il passaggio dell’Isonzo, avanzando nella direzione Pieris – Turriaco fino alle alture di Selz. Qui veniva fermata dalle difese austriache già da tempo preparate agli attacchi italiani. Durante la prima Battaglia dell’Isonzo (23 giugno – 7 luglio), la brigata attaccò il Monte Sei Busi e le Alture di Selz, riuscendo ad occupare alcuni tratti di trincea a sud est di quest’ultima località. Durate la seconda Battaglia dell’Isonzo (18 luglio – 3 agosto) furono numerosi gli assalti al Monte Sei Busi compiuti dagli uomini di brigata fra il 18 e il 24 luglio e fu proprio in questi frangenti che cadde il soldato Grazioli.

reticolati1La Brigata Treviso (115°-116° reggimento fanteria e poi 99°-100° reggimento fanteria) nel 1915 veniva dislocata sull’Altopiano di Folgaria a Costa Alta e sul Monte Basson dove subiva ingenti perdite (36 Ufficiali e 1.041 Soldati in un giorno). Ad ottobre si trova sempre in zona a Millegrobbe e il 25 gennaio 1916 veniva trasferita sul Carso sul Podgora puntando verso Gorizia nel settore di Pneuma, partecipando poi alla conquista di Gorizia. Il 3 dicembre 1916 veniva spostata a Plava sull’Alto Isonzo, ove Repossi perdeva la vita.

sIl giovane trezzanese Perego faceva parte della  Brigata Granatieri di Sardegna (1° e 2° reggimento): al momento della dichiarazione di guerra gli uomini della brigata s trovavano nei pressi di Palmanova. Subito operativa, il 5 giugno passava l’Isonzo in direzione Papariano-Pieris, occupando la riva sinistra del fiume nel tratto Begliano-San Canziano.  Tra l’8 e il 9 giugno si svolse il primo vero e proprio attacco contro gli avamposti austriaci da tempo predisposti e messi a scacchiere sulla quota 61 del Monte Cosich. Tali trincee dominavano dall’alto dell’abitato di San Polo, fra Selz e la cittadina di Monfalcone. Il I° Granatieri s’infranse contro la muraglia fitta dei reticolati, tra il fuoco di cannoni e mitragliatrici che provocarono la morte di 282 soldati fra i quali il nostro Carlo Perego

I giovani di Trezzano

GRAZIOLI Giuseppe

soldato 14° Reggimento Fanteria
nato il 16 ottobre 1895 a San Giuliano Milanese (Milano)
morto il 20 luglio 1915 sul Carso per ferite riportate in combattimento

MINOIA Giovanni di Antonio

soldato 26° Reggimento Fanteria
nato il 17 giugno 1898 ad Opera (Milano)
morto il 9 giugno 1915 sul Carso per ferite riportate in combattimento

PEREGO Carlo Guido di Giuseppe

soldato I° Reggimento Granatieri,
nato l’8 giugno 1887 a Trezzano,
morto il 9 giugno 1915 sul Carso per ferite riportate in combattimento

REPOSSI Pietro di Pompeo

soldato 116° Reggimento Fanteria,
nato il 26 settembre 1891 a Trezzano,
morto il 12 ottobre 1916 sul Carso per ferite riportate in combattimento

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