Sanità

Il servizio sanitario

sanità-schema2La guerra poneva molte questioni di carattere logistico oltre che organizzativo e non poteva certo essere sottovalutato l’aspetto sanitario che toccava le prime linee più che gli ospedali già attivi sul territorio.
Uno dei principali scopi era quello di soccorrere prontamente i feriti e di liberare nel contempo al più presto il campo di battaglia.
Lo schema qui presentato illustra come avveniva il trasporto dei feriti dalla linea del fuoco agli ospedali da campo sino a quelli territoriali all’interno del Regno.

Una volta colpito il ferito veniva trasportato da una apposita squadra di portaferiti, con barelle, muli o ambulanze ove possibile, e visitato dal medico negli appositi Posti di medicazione a ridosso dei baraccamenti di prima linea; il sommario esame dell’ufficiale medico decretava la trasportabilità o meno del paziente verso una più dotata struttura sanitaria (Sezione di sanità).

Qui il ferito subiva una più approfondita visita e le prime vere cure: in caso di ferite particolarmente gravi, che necessitavano di interventi chirurgici complessi, veniva trasferito negli ospedali da campo, più lontani dalla linea del fuoco. Infine per convalescenza e riabilitazione, i militari erano ospitati negli ospedali territoriali, generalmente posti nei più grandi centri urbani del Regno.

giugno_8403Va fatta una distinzione tra Ospedaletti da campo e Ospedali da campo: la particolarità di entrambi era che tutta la struttura doveva essere montata e smontata in poche ore così da seguire l’avanzata delle truppe. Gli ospedaletti arrivavano sino a 100 posti letto mentre gli altri sino a 200 posti; entrambe le strutture erano identificabili con un numero progressivo (da 001 a 099 per gli Ospedaletti; da 100 a 200 per gli Ospedali; fu così fino alla fine del 1917 quando poi tutta la numerazione venne ulteriormente modificata).

 

giugno_8431Dalle statistiche sanitarie si apprende che le ferite più comuni e gravi, tali da portare presto alla morte, erano quelle addominali, seguite da quelle alla testa e agli arti: questi ultimi erano frequentemente soggetti a gangrena gassosa con conseguente pericolo di amputazioni.

 

O ferito laggiù nel valloncello,
tanto invocasti
su tre compagni interi
cadder per te che quasi più non eri

Clemente Rebora, Viatico

 

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Nell’ambito dell’assistenza sanitaria nelle zone di guerra, nelle retrovie e nel fronte interno svolse un ruolo straordinariamente importante la Croce Rossa, che fu operativa al fianco della Sanità militare. Importante fu anche l’azione della CRI in aiuto ai reduci, mutilati e invalidi di guerra e i membri della CRI furono equiparati ai militari.  Il corpo delle Infermiere Volontarie, nato nel 1908 per volontà della Regina Margherita di Savoia, fu presente nelle zone più calde del fronte.

La partecipazione delle donne agli eventi bellici in seno all’organizzazione sanitaria fu una grande prova di emancipazione femminile.

I Giovani di Trezzano

BERTOLINI Mario di Rossano
soldato del 156° Reggimento Fanteria
nato il 29 novembre 1888 a Trezzano sul Naviglio
morto il 21 luglio 1915 nella 21a sezione sanità per ferite

BRAMBILLA Giovanni
soldato del 261° Reggimento Fanteria
nato il 13 agosto 1898 a Vigano (Milano)
morto il 31 luglio 1917 a Zagora – baraccamenti (Isonzo/zona di guerra/sezione sanità n. 73)

BRASCA Pietro di Luigi
soldato del 225° Reggimento Fanteria
nato il 24 aprile 1881 a Trezzano sul Naviglio
morto il 16 ottobre 1916 nell’Ospedale da Campo n. 45 in località S. Valentino
Fiumicello (Udine) per ferite; sepolto nel cimitero del comune di Fiumicello

FERRARIO Carlo di Francesco
soldato del 42° Reggimento Fanteria
nato il 18 maggio 1884 a Trezzano sul Naviglio
morto il 22 novembre 1915 nell’Ospedale da Campo n. 20 per ferite

GATTI Pietro
soldato del 90° Reggimento Fanteria
nato il 10 marzo 1896 a Segrate (Milano)
morto il 24 giungo 1916 nell’Ospedaletto da Campo di Mason Vicentino n. 97,
in seguito a peritonite in cavità addominale per fatto di guerra, sepolto nel cimitero
di Mason Vicentino (Vicenza)

POGLIAGHI Luigi di Giovanni
Soldato 216° Reggimento Fanteria
nato il 18 novembre 1899 a Trezzano sul Naviglio
morto il 30 settembre 1918 nell’ospedale da campo n. 158 per malattia
Sepolto nel cimitero comunale di Treviso

SALVINI Romeo di Giovanni
Soldato del 14° Reggimento Fanteria da Campo
nato il 30 maggio 1895 a Trezzano sul Naviglio
morto il 22 agosto 1915 nell’ospedaletto da campo n. 107 per colera;
sepolto a Villa Blanchi (Mogliano Veneto/Treviso)

VAI Pietro di Carlo
Soldato della 1138a Compagnia mitraglieri
nato il 9 ottobre 1883 a Vistarino (Pavia)
morto il 25 dicembre 1917 nell’infermeria della settantasettesima sezione di sanità, per polmonite
Sepolto a Dolomiti (Pocol Cortina/Belluno)

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