Guerra in piano

Sul Vodice e il Monte Santo

maggio_7898Il monte Vodice, oggi in Slovenia, al margine occidentale dell’altipiano della Bainsizza, era un roccaforte austriaca fortemente presidiata con trinceramenti e gallerie sotterranee: fu palcoscenico della decima battaglia dell’Isonzo nel maggio-giugno 1917, una carneficina da entrambe le parti, che videro sacrificati molti uomini, sia in azione che a seguito delle ferite riportate, come nel caso del giovane Sacchi.
L’obiettivo di Luigi Cadorna era quello di raggiungere Trieste sferrando un massiccio attacco anche grazie ai rinforzi dei ragazzi delle classi di leva 1897-1899. L’artiglieria austriaca si rivelò aggressiva impedendo alle truppe italiane di fanteria di sfondare. In prima linea, nelle azioni sul Vodice, gli uomini della 53a divisione, al comando di Maurizio Ferrante Gonzaga, Medaglia d’Oro al valor militare. Molti i prigionieri da parte austro-ungarica quando il 18 maggio gli alpini riuscirono a conquistare la vetta sotto tiro dell’artiglieria nemica.
soldatoGli italiani della brigata Campobasso riuscirono anche a impossessarsi del Monte Santo durante questa battaglia ma solo per poco: sarà nella battaglia successiva, tra agosto e settembre 1917, che il monte verrà definitivamente occupato dai soldati italiani. L’undicesima battaglia dell’Isonzo divenne famosa per la presenza in vetta di Arturo Toscanini che vi diresse la banda militare tra il 25 e il 29 agosto di quell’anno.  

Le diverse battaglie sul fronte isontino furono un vero e proprio massacro delle truppe italiane, che tentavano di affondare, bloccate continuamente dall’artiglieria nemica. Nelle prime ore del 2 ottobre sarebbe iniziata la dodicesima battaglia dell’Isonzo ai più nota come la battaglia di Caporetto, la tragica disfatta per l’esercito italiano contro le truppe austro-ungariche e tedesche.

Il 232° Reggimento di Fanteria, del quale faceva parte il trezzanese Sacchi, formava con il 231° la Brigata Avellino, costituita a Camposanpiero (Padova)
nel maggio 1916.

Gli uomini vennero da subito impegnati nella VI battaglia dell’Isonzo: il reggimento venne stanziato nella zona del Podgora, attraversando l’Isonzo
il 9 agosto. Posta a riposo e in parte smembrata, venne ricomposta a dicembre per agire nel settore di Plava dove viene dislocata nel maggio 1917 per prepararsi alla decima battaglia dell’Isonzo.
Il soldato Sacchi morirà nel mese di luglio, quando la brigata era impegnata a presidiare Monte Santo, l’obiettivo da conquistare. Gli scontri furono sanguinosi e cruenti: sul campo morte e dolore. Dopo Caporetto la brigata ripiegava verso il Piave non senza fatica e molte perdite umane. 

“L’attacco durava un’eternità. I pendii erano già coperti di cadaveri, le prime file di fanti erano già state annientate, eppure altri continuavano a salire, uscendo a centinaia e a migliaia dalle trincee
e dalle vallette, avvicinandosi con uno slancio temerario.”
Fritz Weber, combattente austriaco

SACCHI Ernesto di Luigi

soldato 232° Reggimento Fanteria
nato il 3 novembre 1882 a Trezzano Sul Naviglio
morto il 28 luglio 1917 sul Vodice per ferite riportate in combattimento

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